#Expo milano 2015: ad evento chiuso, ecco le opinioni dei nostri ex studenti

studenti andati all'estero che visitano expo

Expo Milano 2015: le impressioni dei nostri studenti

L’evento @expo2015 si è concluso da una settimana e abbiamo chiesto, mentre imperversa la polemica su cosa si poteva fare o su cosa si può fare adesso (il Corriere della Sera ha pubblicato i migliori progetti in gara sulle proposte per il dopo Expo), abbiamo chiesto ad alcuni nostri ex studenti il loro parere.

Lo abbiamo fatto perchè tutti loro hanno studiato e vissuto all’estero, in contesti internazionali e immersi in un’altra cultura per un periodo più o meno lungo, chi per una vacanza studio o corso di lingua, chi per un periodo di scuola o università all’estero, e sono quindi persone con mentalità aperta e con esperienze che permettono di valutare l’evento in modo più ampio.

Ecco le nostre domande e le loro risposte:

La prima domanda è riguardava lo spazio dato all’evento nei media “troppo o troppo poco?”: Salvatore risponde che la copertura dei media è stata poca e sbagliata. Ci si è concentrati sui visitatori, le code, il cibo, ma non sul senso dell’evento e sul suo impatto generale.

Le code: Il Padiglione del #Giappone, impressionante nell’insieme, è stato reso famoso anche per le lunghissime code per visitarlo. Noi italiani, si sa, non amiamo molto le file, e file lunghe ad ogni padiglione hanno reso difficile visitare tutto l’evento in pochi giorni.

A proposito delle code e l’attesa, sempre Salvatore ci fa conferma che ovviamente «le file non mi sono piaciute, anche perchè erano segno di cattiva organizzazione e indirizzamento dei visitatori. Anche all’interno dell’Esposizione, non c’era un verso predefinito di visita, e i visitatori, lasciati liberi, si accalcavano molto spesso senza regole. Personalmente ho evitato i padiglioni più affollati come quello #Italia o #Giappone.».

Abbiamo poi chiesto “cosa ti è piaciuto di #expo in particolare?” : i nostri intervistati parlano ovviamente dei padiglioni, molti dei quali impressionanti per la cura ai dettagli e l’ambiente suggestivo ricreato. Ovviamente «La presenza di chioschi esterni ai padiglioni dove assaggiare le specialità di ogni Paese» è stato molto apprezzato, «nonostante i costi elevati», e ovviamente l’ «Albero della Vita, per il quale ho aspettato facesse sera per vederlo illuminato». L’apprezzamento è stato generale, e infatti la città di Milano ha annunciato che a Marzo sarà rimesso in funzione.

i nostri studenti visitano expo

Expo Milano: alcune immagini dell’evento

La domanda successiva è stata “Visitando Expo, ti è venuta voglia di visitare un Paese in particolare tra quelli presenti all’esposizione? “

La testimonianza più significativa è quella di Eliana: «Ho partecipato ad Expo per capire in che modo il tema principale sulla nutrizione e i problemi connessi era trattato. Ho partecipato ad un anno scolastico in Inghilterra, e sto valutando se presentare una domanda di ammissione ad alcune università americane, per studiare Nutrition Science. La visita al padiglione degli Stati Uniti mi incuriosiva particolarmente, perchè è un Paese che ha un rapporto complesso con il cibo, l’obesità e l’accesso alle risorse tra tutta la popolazione, ma è anche un Paese in cui il rapporto tra università, ricercatori e aziende e mercato del lavoro è molto forte, ed è il motivo per cui vorrei andare a studiare lì. Mi è quindi piaciuto il modo in cui gli Usa hanno trattato l’argomento del cibo e della scarsità di risorse.».

Sempre sul tema della nutrizione e la salute, proprio in questi giorni il Ministro della Salute Lorenzin  ha sottolineato che Expo è stata solo la vetrina principale per un lavoro di formazione e consapevolezza che il ministero ha svolto con le scuole e gli studenti italiani, nonchè con medici e soggetti coinvolti nella ricerca scientifica, per trovare modi sostenibili per assistere una popolazione sempre più anziana, con relativi problemi connessi.

Ci auguriamo che in un futuro, non troppo lontano, i nostri studenti non siano “costretti” a studiare all’estero negli Stati Uniti o altrove per fare ricerca in ambito scientifico ma possano rimanere in Italia.

Tornando ai nostri studenti e alle loro impressioni su Expo, Nino ci fa sapere che a suo parere «i Padiglioni erano sicuramente curati e di grande impatto, ma spesso sembrava di stare ad una fiera del turismo, e non ad un evento che doveva far riflettere sulle diverse possibilità di accesso a risorse e nutrimento nel mondo, e le problematiche connesse».

Infine, la domanda più importante, dato il profilo internazionale dei nostri studenti, era appunto sul modo in cui il tema di Expo è stato trattato: “Secondo te,  il tema “Feeding the Planet” è stato affrontato in modo approfondito e chiaro per tutti i visitatori? Si è riusciti a portate l’attenzione e far riflettere su come nel mondo non tutti i Paesi e i popoli possano accedere a risorse, a una sana alimentazione e ai principi della stessa?

Davide è abbastanza positivo: « I padiglioni sull’arteria principale dell’Esposizione trattavano il tema in modo serio ed approfondito, per far riflettere su cosa andrebbe fatto per aiutare il pianeta e tutte le persone lo abitano; invece, i padiglioni più esterni o minori, non trattavano in modo approfondito il tema, ma dava più l’impressione di essere presenti per esporre informazioni sul proprio Paese, indipendentemente dal senso dell’evento. Il padiglione degli Stati Uniti è stato il migliore in tal senso, secondo me, perchè ha affrontato il tema e ha anche fatto riflettere su alcune possibili soluzioni».  

Eugenio, ancora, dice che la trattazione del tema è stata nel complesso «deludente: alcuni cluster sono stati usati come uffici turistici, o peggio, come mercatini di oggettistica ed artigianato locale».

Sempre a proposito di “Cosa non ti è piaciuto di Expo?” , Nino riassume che «L’Esposizione è stato uno sforzo enorme ma ha mancato l’obiettivo della stessa. A tratti, sembrava di trovarsi in un costoso mercato rionale di alta classe, in cui scegliere cibi esotici ad alto costo, e con lunghissime file che non permettevano di godersi la visita».

Non sono mancati in ogni caso anche i commenti positivi:

Eugenio ricorda come «Nei mesi precedenti all’inaugurazione, le notizie su scandali e ritardi nei lavori mettevano in dubbio la capacità degli organizzatori di dar luogo all’evento. Per fortuna, invece, tutto è andato bene e abbiamo potuto dare come Paese l’idea positiva di chi sa organizzare eventi importanti anche in poco tempo e nonostante la pessima immagine che a volte l’Italia dà di sè».

E voi, siete stati ad Expo? Cosa vi ha colpito di più di #ExpoMilano 2015?

 

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